Se il Comune attua la raccolta differenziata, il cittadino deve pagare meno tasse

I Comuni che non realizzano i livelli minimi di raccolta differenziata pagano il 20% in più sulla tassa per il deposito in discarica dei rifiuti e ciò si ripercuote sugli importi che il cittadino paga.

Con la T.A.R.S.U. o la T.I.A. (per quanto riguarda alcune città), i Comuni recuperano fondi da utilizzare per coprire i costi dei servizi di smaltimento rifiuti. Tra questi costi c’è il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti (T.S.D.D.)  e attribuito, per quanto riguarda il gettito e la regolamentazione, alle Regioni.   Si tratta di una tassa che i gestori di discarica versano alla Regione, conteggiandola poi nel costo di smaltimento rifiuti applicato ai Comuni. L’importo del tributo speciale varia in base alla quantità dei rifiuti e alla tipologia, maggiore è la quantità dei rifiuti e la pericolosità, maggiore sarà la tassa per i Comuni e, di conseguenza, per i cittadini.

Il principio posto alla base del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti (T.S.D.D.) è

“chi inquina paga”, di derivazione Comunitaria. Il fine è quello di scoraggiare il deposito in discarica dei rifiuti e incentivare il recupero degli stessi, di materia prima e di energia.

 L’Unione Europea, che da sempre è attenta alla tematica ambientale, con la direttiva 1999/31/CE (recepita dal D.Lgs. 36/2003) ha imposto una drastica riduzione dell’utilizzo delle discariche per il deposito di rifiuti organici, al fine di evitare la produzione e il rilascio di percolato e metano nell’ambiente. La direttiva prevede che il deposito di rifiuti organici in discarica debba ridursi del 65% entro 15 anni dal recepimento della stessa e, per tale ragione, indica il compostaggio e il riciclo come modalità primarie di smaltimento dei rifiuti.

Per promuovere la riduzione dei rifiuti depositati in discarica, il Codice dell’ambiente  statuisce che, nel caso in cui in ambito territoriale ottimale non si siano raggiunti gli obiettivi minimi di raccolta differenziata, al T.S.D.D. è applicata una percentuale del 20% ripartita tra i Comuni dell’ambito territoriale che non hanno realizzato i livelli minimi di raccolta differenziata (la percentuale minima di raccolta differenziata è del 65%). In questi Comuni, di conseguenza, aumenterà l’importo della tassa per lo smaltimento dei rifiuti pagata dai cittadini tra cui MAZZARINO.

Per evitare l’aumento del T.S.D.D. è quindi necessario che tutti i Comuni di una stessa Provincia conseguano i livelli minimi di raccolta differenziata.

In un periodo, come quello attuale, in cui c’è una diffusa preoccupazione per l’aumento della pressione fiscale, è opportuno essere consapevoli che l’aumento di alcune tasse dipende dai nostri comportamenti poco responsabili nei confronti dell’ambiente.

Ridurre il conferimento in discarica dei rifiuti conviene non solo da un punto di vista ambientale, ma consente di contenere i costi a carico della collettività.

 Gli ultimi dati raccolti e pubblicati da Legambiente, nel rapporto Ecosistema Urbano, dimostrano che la maggior parte dei comuni sono ancora lontani dalla percentuale minima di raccolta differenziata prevista.

In Sicilia, da poco, è partita un’iniziativa promossa dai Comuni delle alte Madonie, per incentivare la raccolta differenziata, raggiungerne i livelli minimi previsti e ridurre la tassa per lo smaltimento dei rifiuti Sono stati aperti dei negozi denominati “ecopunti”, dove scambiare materiali riciclabili con generi alimentari.

 Le idee realizzabili per rispettare l’ambiente e risparmiare in tasse sono varie; occorre renderle concrete con i nostri comportamenti.

La Legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 27 dicembre 2013) all’art. 1, comma 639,  ha istituito l’Imposta Unica Comunale, tra le cui componenti vi è la tassa sui rifiuti (TARI). Così come per la TARES  e  prima  ancora  per  la  TIA,  il  Comune  nel  rispetto  del  principio  «chi  inquina  paga»,  sancito dall’articolo 14 della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti, può commisurare la tariffa alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti;

La  maggior  parte  dei  Comuni  ha  introdotto  la  tariffa  con  il  cosiddetto  metodo “presuntivo”,  ovvero  aggiungendo  al  tradizionale  parametro  della  superficie  in  metri  quadri anche il numero dei componenti del nucleo familiare. Questo metodo in realtà, pur andando nella direzione  della  responsabilità  estesa  del  produttore  (“chi  inquina  paga”),  non  fornisce  uno strumento utile per “pagare di meno non inquinando”, proprio perché i parametri dei metri quadri e del numero di occupanti non sono variabili.  Molto più incentivante è invece la cosiddetta tariffa puntuale, con la quale viene contabilizzata, con strumenti diversi, la produzione effettiva di rifiuti, conteggiando prevalentemente l’indifferenziato e spingendo così il cittadino, oltre che a produrre meno rifiuti in totale, ad effettuare correttamente le differenziate;

La  sensibilizzazione  dei  cittadini  ha  un ruolo  chiave  nell’effettiva  implementazione  del PRGR.

Numerose esperienze e casi studio supportano il fatto che, senza una campagna di incentivazione mirata  a  vari  destinatari  e  in  grado  di  coinvolgere  efficacemente  i  portatori  di  interesse,  gli obiettivi più ambiziosi sono più difficili da raggiungere. Questo è a maggior ragione vero ad esempio nei Comuni che realizzano la raccolta differenziata intorno al 55-60%, con un sistema di raccolta già ottimale, ma con una partecipazione non molto elevata dei cittadini. Essi   devono puntare su una campagna in grado di motivare i cittadini e di fornirgli un riscontro ed un riconoscimento degli sforzi.

E’ auspicabile la diffusione della tariffa sui servizi di igiene urbana basata sul metodo “puntuale”, ovvero basata sulla stima delle effettive quantità prodotte di rifiuto indifferenziato, al fine di incentivare fattivamente l’effettuazione delle raccolte differenziate

Vi sono numerosi esempi in cui, a seguito dell’introduzione di una tariffa puntuale comprendente una parte variabile legata alla produzione totale di rifiuti, si è                                                                                       ottenuto l’effetto un sensibile incremento della raccolta differenziata e, congiuntamente anche una riduzione del totale dei rifiuti urbani prodotti ai fini di una gestione ottimale dei servizi ambientali

CONSIDERATO che:

  1. la tariffa  puntuale  è  la  modalità  più  equa  di  far  pagare  ai  cittadini  il  servizio  di  raccolta  e smaltimento rifiuti: oltre ad una parte fissa, ogni utenza paga in base ai rifiuti differenziati realmente prodotti e conferiti all’azienda che si occupa della raccolta;

  2. l’applicazione della tariffa puntuale garantisce di norma delle positive variazioni nelle abitudini dei cittadini: la tendenza ad esporre il meno possibile il contenitore (o il sacco) dei rifiuti differenziati, per risparmiare  il  costo  di  esposizioni  dovute  soltanto  a  sacchi  e/o  bidoni  non  pieni,  può permettere di razionalizzare il percorso dei mezzi di raccolta, consentendo di ottimizzare i costi del servizio di raccolta;

  3. nei contesti in cui è stata adottata la tariffazione puntuale (ad Trentino Alto Adige) la grande, media e piccola distribuzione hanno immesso in commercio prodotti con minor presenza di imballaggi superflui (ad es. latte con vuoto a rendere e prodotti alla spina) per assecondare l’interesse dei propri clienti a produrre meno rifiuti;

  4. è evidente a tutti che pagare i propri rifiuti e non i propri metri quadri è il modo migliore per incentivare la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata, in una logica di responsabilità”;

  5. sono sempre  di  più  le  città  in  Italia  che  hanno  deciso  di  dotarsi  di  eco-compattatori,  cioè raccoglitori di materiali che rilasciano ai cittadini dei buoni sconto da spendere negli esercizi convenzionati;

in questo modo si avvicinano i cittadini alle buone pratiche di raccolta differenziata premiandoli con un buono sconto, che può essere utilizzato nelle attività convenzionate, ribaltando il concetto di rifiuto da costo a risorsa con l’effetto cpositivo di alimentare l’economia locale; in    questo  modo  il  circolo  virtuoso  che  viene  innescato  porta  ad  un  grande  vantaggio  per l’ambiente: il materiale raccolto viene direttamente inviato alla fase di riciclo, permettendo un consistente abbattimento delle emissioni di CO2 derivanti dalla movimentazione dei rifiuti;

PRESO ATTO

che i sistemi attualmente utilizzati per l’identificazione del contenitore al fine dell’applicazione della tariffa puntuale si dividono in

  • cartellini dotati di codice a barre univoci applicato sui sacchi che viene letto al momento del ritiro con lettori ottici;

  • sacco prepagato;

  • sacco pagato in fattura;

  • contenitori riutilizzabili dotati di transponder che vengono letti al momento dello svuotamento;

  • sacchi a perdere dotati di transponder;

il fatto di poter applicare una tariffazione più equa, in modo che ogni cittadino paghi realmente in proporzione al servizio richiesto ed utilizzato, è in linea con la volontà di una Amministrazione che vuole distinguersi per virtuosità;

le finalità statutarie dell’Associazione dei Comuni Virtuosi è l’impegno a “promuovere una corretta gestione dei rifiuti, visti non più come un problema ma come risorsa, attraverso la raccolta differenziata “porta a porta” e l’attivazione di progetti concreti tesi alla riduzione della produzione dei rifiuti.

Si impegna il Sindaco e la Giunta

  • Ad intraprendere ogni iniziativa di propria competenza affinché si adotti, quantomeno in via sperimentale, la tariffa puntuale con il sistema ritenuto più opportuno, a partire dall’anno 2016 o 2017;

  • Ad  installare  sul  territorio  comunale  dei  cestini, campane ed eco-compattatori  per  la  raccolta  differenziata  di imballaggi in plastica ed alluminio

  • Ad effettuare campagne di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata spinta su tutto il territorio con la fornitura dei contenitori a tutti gli uffici pubblici.

  • Per incentivare la raccolta differenziata, prevedere un abbattimento, per i cittadini virtuosi, del 25% in meno in bolletta per la parte variabile della TARI.

  • I cittadini che conferiscono rifiuti differenziati presso i centri comunali di raccolta, riceveranno dei buoni o lo sconto in bolletta pari al 30%  della parte variabile della TARI.

Visualizza documento: mozione_tariffazione-puntuale

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